.
Annunci online

rossoshocking
dove tutto è famiglia
cinema
19 luglio 2009
Harry Potter e il principe mezzo sangue

Tremate, tremate il critico è tornato!!! 

Due ore e mezzo allucinanti. Lento, lentissimo. Una prima parte di intro lunghissima. Solo verso la fine del film, la storia comincia a farsi interessantina!!! Mancanza di pathos e colpi di scena. Troppo incentrato solo su Harry Potter. Peccato perchè anche gli altri protagonisti avrebbero meritato qualche manciata di secondi di più!!!
Ottimo, invece, l'uso degli effetti speciali. Daniel Radcliffe farebbe meglio a darsi all'Ippica, visto il suo recente interesse per i cavalli. Simpaticissimi il maghetto Rupert Grint e la bellissima Emma Watson. Ricordo che per il personaggio di Severus Piton, J.K. Rowling, si è ispirata a Renato Zero. Sono due goccie d'acqua!
Bel gruppetto di comprimari, tra cui spicca una poco utilizzata Maggie Smith!!!
in definitiva un Herry Potter di intramezzo che servirà a collegare il settimo e l'ottavo episodio!!! Un mediocrissimo episodio fin troppo lungo e anonimo. Peccato non aver saputo sfruttare al meglio l'evento luttuoso che si abbate su Hogwarts.

VOTO 4



cinema
13 giugno 2009
Martyrs: il film più violento e malato della storia del cinema!





Tremate, tremate il critico è tornato!!!

Martyrs è senza ombra di dubbio uno dei film più violenti e malati che abbia mai visto. Sequenze difficili e disturbanti, violenza gratuita, tra lo splatter e il gore. Fotografia angosciante, ambienti luridi e zozzi. Un gruppo di estremisti rapisce persone, per lo più donne, le martirizza sperando che all'apice del dolore e della sofferenza queste possano "vedere" per poi "raccontare" cosa c'è dopo la morte. Non c'è paragone con i vari "Hostel", "Saw" e "Non aprite quella porta". Anche in quei film c'era tanta violenza, ma spesso si scivola nel comico involontario, era una violenza finta, costruita, sopportabile. Qui si va a scavare nell'animo umano. Qui si parla di esperienze che potrebbero realmente accadere, di persone vere che possono spingersi fino all'estremo della follia. Un turbine di perversione violenta e torbida avvolge l'ignaro spettatore che crede di assistere al solito horror viosionario stile The Ring, ma si ritrova coinvolto una storia malata fin troppo tangibile e fin troppo reale per poter dire che si tratta solo di un film.
Dopo il maldestro Saint Ange, Pascal Laugier, si cimenta anima e corpo in questo progetto, confezionando un bellissimo film di genere, riuscendo nell'ardua impresa di non cadere mai nel ridicolo e soprattutto utilizza al meglio le due bravissime attrici Stéphane Martin ("Il popolo migratore") e Nathalie Moliavko-Visotzky ("Serveuses demandées") qui mutilate della loro bellezza. I loro corpi nudi, violati nell'anima e nella carne sono privi di qualsiasi sensualità, i loro volti sono solo carne, carne da macello.
Una valanga di sangue sporco e di budella putrescenti vi accompagneranno per l'intera visione del film. Inutile chiudere gli occhi, perchè qui la violenza non è solo mostrata, ma è anche narrata. E' insita nella trama.
Un film difficile, insopportabile, fin troppo violento e pericoloso che appasionerà coloro che hanno lo stomaco di resistere a una proiezione così massacrante e stressante!

VOTO 8

cinema
8 maggio 2009
Legittima Offesa (while she was out) recensione in anteprima


Tremate, tremate il critico è tornato!!!


Partendo dal presupposto che è un film con un modestissimo budget, la regista Susan Montford è riuscita nell'ardua impresa di realizzare un film in cui viene mostrato per il 90 % del tempo la fuga di una donna inseguita da un manipolo di delinquenti. La trama è quasi un pretesto che serve alla regista per portare lo spettatore in una situazione di stress e di ansia. Catapultato nella sera della vigilia di Natale l'ignaro spettatore è costretto a seguire le peripezie di una strabiliante e super sexy Kim Basinger che è costretta a scappare in un impervio bosco pur di salvarsi. La Basinger, da vittima si trasforma in carnefice, regalandoci un persanoggio decisametne diverso dal solito, una donna coraggiosa, impavida e disposta a tutto pur di sfuggire al suo tragico destino. Tra fughe, lotte e tanto pathos si consuma l'intera vicenda in un susseguirsi di colpi di scena che fanno scorrere velocemente gli 88 minuti del film. Un piccolo gioiellino, già cult in america, che sembra voler ripercorrere la strada dei film di genere colpendo lo spettatore con particolari truculenti e sanguinolenti tipici dei film splatter. Tra B movie e thriller d'azione While She Was Out (Legittima offesa) intriga ed appassiona lo spettatore concludendo con un finale catartico
.

VOTO 8




cinema
28 aprile 2009
Io & Marley





Tremate, tremate il critico è tornato 


Dai trailer può sembrare un filmetto divertente, la solita commediuola americana in cui il cane devasta tutto e tutti. Invece no. E' un film leggero e divertente ma estremamente delicato e simpatico. E' una sorta di mini-saga familiare in cui due fidanzatini decidono di metter su famiglia cominciando dal cane. La storia segue in maniera indiscreta le vicissitudini, le abitudini, le paure, le sfide e i sentimenti dei due simpaticissimi protagonisti. Marley, il cagnone, sembrerebbe essere il protagonista del film, ma in realtà è solo un mezzo che viene utilizzato dal regista per far ridere e intenerire lo spettatore. Il vero protagonista della storia è il sentimento, l'amore e soprattutto la normalita che unisce Jennifer Aniston e Clive Owen che nel film interpretano una coppia di neo genitori che cerca di far quadrare la loro vita, fatta di difficoltà, incomprensioni, insoddisfazioni e tanto amore per i loro figli e per il bellissimo Marley, cane goffo e combinaguai.
Si ride e si piange allo stesso tempo, ma se si pensa che il film è tratto da una storia vera allora si piange di più. Il regista, David Frankel, riesce in due ore di pellicola a rendere omaggio a quello che è l'amore incondizionato ed eterno dei nostri amici a quattro zampe. Per ragioni tecniche stravolge un pò il romanzo da cui è tratto il film, ma riesce nell'impresa non sempre facile di tramutare un libro in un film. Seguendo la vita di questa famiglia si segue anche l'evoluzione di Marley, da cucciolo goffo e pasticcione ad anziano e tenero cane, capace di dare amore ed armonia a tutti.
Io e Marley è un film per chi ha voglia di sorridere e di ricordare quanto importate è l'amore che gli animali sanno regalarci.
Da vedere

VOTO 8

cinema
24 marzo 2009
Due Partite



Tremate, tremate il critico è tornato!!!


Finalmente un film italiano decente. Un nutritissimo cast di attrici di prim'ordine regalano alla pellicola intensità e grande armonia. Regia e sceneggiatura al top per un film ben recitato ed estremamente interessante. A far da padrone è il tema del doppio. Anni 60 contro anni 90, la vita contro la morte. Il film si apre su 4 donne, tutte amiche e tutte interessate a capire il ruolo che devono rivestire poichè donne e madri. C'è chi ha sposato la carriera del marito, chi è insoddisfatta perchè cornificata, chi troppo idealista per capire che la vita e dura e c'è chi è troppo arrabbiata per capire il vero senso della vita. In questro quadro si consuma la prima parte del film. Trucco anni 60' acconciature retrò e vestiti estremamente eleganti e raffinati contornano un quartetto d'attrici degne di nota. Su tutte spicca la bravissima Paola Cortellesi. Consumata dalla rabbia e dall'insoddisfazione ricopre un ruolo difficile, ma intensamente recitato. Battute al vetriolo ora grottesche, ora teatrali, ma sempre esilaranti ed attuali. Siamo negli anni '60 eppure le cose non sembrano troppo diverse dagli anni 2000. Isabella Ferarri, invece, recita il ruolo della donna idealista che deve diventare madre. Sguardo da sognatrice, battue da donna ingenua e priva di maliza... un personaggio capace di far divertire e sorridere. Una parte leggermente diversa dal solito che promuove la Ferrari nell'olimpo delle grandi attrici. Davvero brava!!! Meno brave la Buy e la Massironi. Margherita Buy sempre in ottima forma non è stata aiutata da una parte un pò moscia. Un ruolo fin troppo statico e stereotipato. Poco acido e divertente. La Massironi nella media. La prima parte del film si conclude con il parto di Isabella Ferrari.
Eccoci alla seconda parte della storia. Meno interessante della prima e peggio recitata. Ora tocca alle figlie affrontare i problemi dell'esser donna e dell'esser madre. Sono gli anni '90 e i problemi sembrano i medesimi. Il ruolo della donna non sembra essere cambiato di molto. Anche in questa seconda metà di film il tutto si consuma in una stanza. Quattro donne affrontano il problema della morte. Ognuna di loro porta la propria esperienza, ognuna racconta squarci del proprio vissuto. Questa parte del film dura meno e, purtroppo, risente di un gruppo di attrici non brave quanto quelle della prima metà. Carolina Crescentini sembra saper solo sbraitare ed alzare la voce. Tutto fumo e niente arrosto. Sembra essere sempre in preda ad attacchi isterici. Alba Rhorwacher ha un ruolo intenso. Recitato più col corpo che con la voce. Brava. Molto simpatica, ma sempre sulla sufficienza, la graziosa ed allegra Valeria Melillo. Tra le quatro è quella che ha un ruolo più solare e positivo. Ottima, invece, la performance di Claudia Pandolfi. Un viso sofferto contornato da sguardi e movimenti superlativi.
Il film scorre via veloce facendoci ora ridere ora riflettere. Si esce soddisfatti e convinti di non aver assistito ad un capolavoro, ma di aver visto un bel film.

VOTO 7

cinema
28 febbraio 2009
I love shopping e The Reader. Le recensioni


Tremate, tremate il critico è tornato!!!

I love Shopping
 

Ecco come storpiare un buon libro quale I love Shopping di Sophie Kinsella. Il film è tutto sbagliato. A cominciare dalla protagonista, Isla Fisher,che è totalmente diversa dalla Becky descritta dalla Kinsella. Questa è una bellona troppo esuberante poco incisiva. Poco credibile. La Becky del libro è una ragazza normale, con un'ideologia della vita e della politica molto filosofeggiante. Nel film quest'aspetto viene totalmente trascurato. La storia è stravolta e dei 6 libri si è fatto un errato mix. Sarebbe stato meglio realizzare una serie televisiva in modo da non tralasciare nulla del carattere di Becky. Nel film si è dato spazio solo al suo talento per lo shopping in ambito di alta moda, ma nei libri la Becky è smaniosa di comprare tutto. Dalle tute da sub ai mobili. Anche in questo caso il regista ha preferito soffermarsi solo su un aspetto del carattere della protagonista. Ha, inoltre, condito il film  con i soliti steriotipi. Capitomboli, vestiti esagerati e goffi, colori e una musica trascinante che però non aiutano a far decollare un film partito male. Una regia banale e per nulla innovativa. Ha scopiazzato fin troppo dal Diavolo Veste Prada. Ha, malamente, utilizzato la bravissima Kristin Scott Thomas relegandola ad un marginalissimo ruolo di pochissime battute. Sarebbe stato decisamente più opportuno darle più spazio. Stesso discorso vale per Joan Cusack e John Goodman, rispettivamente la mamma e il papà di Becky. Peccato perchè la Cusack è davvero brava. Un talento sprecato. Discorso a parte merita, invece, Ilsa Fisher. E' troppo colorata, è troppo bella, è troppo di tutto. E' totalmente fuori parte, quindi no comment,
Forse per chi non ha letto il libro qualche risata scapperà ma niente di più!

voto 4






The Reader


Giustamente premiata con l'Oscar, Kate Winslet ci ricorda di essere una delle più grandi attrici viventi. Magnetica e travolgente. Alcuni sguardi sono così ben recitati da togliere il fiato. Bravissima. E' lei  a tenere in piedi l'intero film. Drammatico e a quanto pare scandaloso, The Reader è una delle migliori pellicole di questi ultimi tempi. Un film intenso e drammatico che racconta le vicissitudini di un giovane ragazzo turbato sessualmente e psicologicamente da una donna più grande di lui che l'inizia alle gioie del sesso. Dopo una prima parte impregnata sulla travolgente storia tra la Winslet e il giovanissimo David Kross il film prende una piega diversa affrontando gli orrori del nazismo e dell'olocausto. Scene di sesso forti e tanti nudi hanno sicuramente reso la storia più vera e sincera. La liaison tra una donna adulta e un minorenne è molto attuale. Interessantissima è l'interpretazione del giovane David Kross. Anche la sua è una recitazione fatta di sguardi e di sorrisi. Sembra davvero un'adolescente alle prese con le prime cotte. Davvero un bel ruolo e sporattutto strepitosamente interpretato. Una serie di scene fanno davvero emozionare. La regia si abbandona totalmente agli attori e scompare dietro essi facendoci scordare di assistere ad una trasposizione cinematografica. Peccato, però, aver scelto come attore maschile Ralph Phiennes. Con il suo mono-sguardo sarebbe più adatto ad un ruolo da soap opera! Incommentabile. Con lui il film raggiunge livelli infimi. Ma nonostante questo e qualche meccanosità di troppo nella trama è davvero un ottimo film. Intenso.

VOTO 7 e 1\2


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. i love shopping the reader

permalink | inviato da neutronik80 il 28/2/2009 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
26 febbraio 2009
Il curioso caso di Benjamin Button
 

Tremate, tremate il critico è tornato!!!

Giustamente snobbato dalla recente notte degli Oscar, Il Curioso caso di Benjamin Button si colloca tra quei film che incassano non perchè sono dei capolavori ma perchè fanno scalpore ed incuriosiscono il pubblico. Vedere Brad Pitt invecchiato attria le folle, è normale! Il film è stato realizzato sapendo che il vero fulco della pellicola sarebbe stata la trasformazione del marito della Jolie (anche lei, ingiustamente snobbata all'oscar). Ore e ore di trucco hanno reso il 45 enne attore prima un ottantenne, poi un adolescente ed infine un bambino. Che dire? Ottimo lavoro. Ma il film è tutto qui. Le quasi 3 ore non valgono il prezzo del biglietto. Ci si entra convinti di assistere ad un capolavoro del cinema moderno e si esce con la consapevolezza di aver passato 145 minuti seduti su una comodissima poltrona a vedere un uomo e una donna che sia amano. In fin dei conti è questo il film del regista di Zodiac, David Fincher. Anche la storia del bambino che nasce vecchio e muore giovane è un pretesto. Dopo i primi munuti passa in secondo piano. Il film ripercorre la nascita, la vita, la morte e gli amori di Benjamin Button. Si ripercorre un intero secolo. Oserei dire una saga familiare che comincia agli inizi di secolo e termina ai giorni nostri attraverso una ricostruzione d'epoca e una fotografia degne di nota.
Brad Pitt è bravo, ma non così bravo da meritarsi l'Oscar. Molto lo fa il trucco. Chi, invece, ci regala un'ottima interpretazione è la bellissima e bravissima Cate Blachett. Anche lei percorre con lo spettatore quasi un secolo di storia. E' come se crescesse ed invecchiasse con noi. Cate è un'attrice elegante e nella sua algidità estremamente sexy. Si è disegnata un persoanggio dolce, pacato e romantico. Molto buone anche le performance degli attori comprimari, tra cui spicca una bravissima Tilda Swinton. Ancor più brava della Swinton è Taraji P. Henson giustamente nomitata come miglior attrice non protagonista. Lei è la madre adottiva di Benjamin. Un ruolo solare, bello e divertente. Lei è semplicemente strepitosa. Ha regalato grinta al film. Il regista, invece, si perde un pò tra i meandri della storia scivolando troppo sul melenso e sul romantico. Peccato non aver affrontato in modo più maturo e profondo il disagio di un uomo che nasce vecchio e muore neonato. L'aver tralasciato quest'aspetto getta acqua sul fuoco e rende il film privo di spessore ingabbiandolo in uno dei tanti film romantici con la variante del Brad Pitt invecchiato!!!
Da Finch ci si aspettava di più.

Voto 6  e 1\2


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. il curioso caso di benjamin button

permalink | inviato da neutronik80 il 26/2/2009 alle 12:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
cinema
7 febbraio 2009
Revolutionary Road



Tremate, tremate il critico è tornato!!!

Leonardo e Kate, la magnifica coppia di Titanic, è nuovamente sul grande schermo. Ancora un naufraggio. Questa volta a naufragare è la loro storia d'amore, il loro matrimonio. La Winslet, nettamente superiore a Di Caprio, diretta dal marito Sam Mendes si riconferma come una delle più talentuose attrici degli ultimi anni. Bellissima più che mai da vita ad un personaggio formidabile e debole, ma allo stesso tempo forte e determinato. Un crescendo di sguardi di movenze e di mossettine che la fanno avvicinare sempre più alla superlativa Meryl Streep. Ribelle e tenace, Kate Winslet rifiuta lo stereotipo della donna anni '50. Vorrebbe per lei e il marito una vita nuova, vorrebbe poter fuggire dall'orrore della monotonia, da una vita fatta dalle solite cose. Vorrebbe partire nella speranza di una nuova vita. E' questa la chiave di lettura del film. Può una persona pensare che "il viaggio" possa ridare nuovo vigore alla propria vita? Facendogli ritrovare ritrovare le proprie passioni e Il proprio amore? Può "il viaggio" improvviso rendere una persona migliore? Questi sono gli interrogativi che si pongono i coniugi April e Frank Wheeler per tutta la durata del film. Un flm sullo smarrimento, un film sulla perdita di sè. Un film in cui la regia, magnificamente svanisce, per dar spazio ai duoi attori. Lenoardo di Caprio è semplicemente Leonardo di Caprio. E' un mero mezzo per attirare le masse. E' bravo, ma non all'altezza del ruolo. C'è, ma potrebbe anche non esserci, Il film si regge sulla bravura della Winslet aiutata, senza dubbio, dal marito che le ha cucito il film addosso!!! Davvero sublimi i comprimari. Kathy Bates, invecchiata è ancora più fascinosa e vera. Ma il vero asso nella manica è il candidato all'oscar  Michael Shannon, che funge un pò da coscienza. Un personaggio dalle fattezze teatrali, leggermente caricaturizzato che però spezza la monotonia del film dandogli una chiave di lettura diversa. E' come se fosse il grillo parlante di Collodi. Il finale lascia troppi dubbi ed incertezze rilevando la pochezza del film. Un film inconcludente che dice ma non spiega. Sarà anche "in" lasciare lo spettatore con il dubbio, ma, a volte, la certezza è quel qualcosa in più che si cerca e che rende un film migliore.

VOTO 6


cinema
25 gennaio 2009
Week-end di cinema: Milk e Australia in recensione

 
Tremate, tremate il critico è tornato!



MILK

Gus Van Sant si riconferma uno dei migliori registi in circolazione. Questa volta, dopo la trilogia della morte, si cimenta in un film davvero interessante e scandalosamente attuale!!! I primi 5 minuti del film ci riportano a quelle atmosfere infervorate e calde degli anni '70. Sembra quasi di vedere un film di Pasolidi o di Warhol. Primi piani, immagini sfocate e ragazzini ammiccanti... un tuffo in un cinema e in atmosfere oramai passate. Ma Van Sant ci butta con violenza ed enfasi nel pieno della storia ricordandoci che quelli furono gli anni degli scontri, gli anni in cui in America si andava a configurare e concretizzare il movimento omosessuale. Puntuale, preciso ed estramente attento ai dettagli, Gus è vigile nel raccontarci in modo preciso quella società di 30 anni fa. 
Nel 1977, Harvey Milk è stato eletto consigliere comunale a San Francisco, divenendo il primo omosessuale dichiarato ad avere accesso a una importante carica pubblica in America. La sua vittoria non è stata solo una vittoria per i diritti dei gay, ma per il mondo intero. Il film ripercorre gli ultimi 8 anni di Harvey Milk, interpretato da uno strepitoso Sean Penn, che da volto e voce ad uno dei personaggi più interessanti di questi ultimi 30 anni. Bravvissimo e sorprendentemente somigliante al vero Milk, Sean Penn da prova di essere un attore al top, capace di calarsi in ogni ruolo e di farlo al meglio. Una prova degla da Oscar. Come degne di merito anche le prove dei due comprimari, il simpaticissimo Emile Hirsch ed il bravissimo James Franco.
Se pur troppo lungo il film non ha mai cadute di stile e non è mai troppo noioso. Pur avendo annacquato il personaggio di Milk (depurato di una parte dei suoi eccessi come droga ed alcool) Van Sant crea personaggio ricco di sfaccettature psicologiche, interessante e davvero simpatico. Si fa il tifo per lui.
Van Sant e Penn mettono a segno uno nuovo caposaldo della cinematografia americana. Interessante da tutti i punti di vista
VOTO 8





AUSTRALIA

Australia segnerà il definitivo declino di Buz Luhrmann e Nicole Kidman. I tempi di Moulin Rouge sono passati e i 145 minuti sono troppi pur per chi è andato al cinema per schiacciare un sonnellino. Davvero bella la fotografia, ma così bella da sembrare finta. Troppo kitsch per un film del genere. Nicole kidman cammina come Gabrielle Solis (Desperate Housewives) e fa la goffa come la peggiore delle Bridget Jones, ma così facendo si ricalca un personaggio fin troppo sopra le righe ridicolo e per nulla simpatico. Un viso deturpato dalle troppo chirurgie plastiche, una bocca rovinata da continue iniezioni di silicone e un naso che cambia a seconda delle inquadratura la rendono più simile ad una drag queen che si prepara ad imitarla durante uno spettacolo gay.
La mimica facciale si è andata a far benedire e con lei tutto lo charme e la bravure che caratterizzava questa simpatica attrice così brava e affascinante tra la fine dei '90 e l'inizio dei 2000. 
La trama è davvero delle più stupide. Una ricca ed algida donna inglese va in Australia per vendere dei manzi e si innamora del solito rude belloccio. Il solito caprone che tanto attizza le donne. In questo caso il rude caprone è interpretato da Hugh Jackman che interpreta un mandriano che qui avrebbe dovuto ricordare Rett Buttler di Via Col Vento. Tra l'altro l'intero film doveva essere un Gone With Wind in versione moderna! Detto questo scoppia la risata. Australia sta a  Via col vento, come Valeria Marini sta a  Marlyn Monroe.
Hugh Jackman sotto le bombe, sott'acqua, nel tifone ha sempre il ciuffo super piastrato e perfettamente pettinato. Truccato con tanto di ombretto e matita bianca è pronto per interpretare la parte maschile dello spettacolo di Drag condotto dalla Kidman. Recita? Se proprio vogliamo, sì. Ma come lo fa? Lo fa utilizzando il solito repertorio di mossettine, battute e sguardi da macho del far west. Non aggiunge nulla di nuovo al suo personaggio. Anche qui Hugh Jackman sta a Clarke Gable come Edoardo Costa sta a George Clooney...Insomma penoso sotto ogni punto di vista.
Anche il piccolo mezzo-sangue non è degno di nota. Hanno puntato troppo sulla fisicità e sulla bellezza del piccolo attore. Grandi ciglia lunghe e nere, fisico longilineo, ma basta. Qualche sguardo ammiccante, ma vuoto. Privo di ogni capacità recitativa.
Insomma un film lungo, che mischia un pò troppo le carte. Parte comimico, poi volta sul grottesco, scivola nel drammatico e finisce nel melenso. La fine è nota!!!
INDIMENTICABILE.
Il trailer vale tutto il film.
VOTO 3




permalink | inviato da neutronik80 il 25/1/2009 alle 19:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
cinema
15 gennaio 2009
Sette anime, la recensione

 

Tremate, tremate il critico è tornato!
Un polpettone se è di classe può essere comunque interessante. In questo caso la classe è assente. Il polpettone presente. Gabriele Muccino credeva che andando in America potesse trovare l'America. Si sbagliava... e di grosso. Ha confezionato un film tipicamente fallace. Si salvano le prime 2 o 3 inquadrature (i primi due o tre minuti per intenderci) e le sequenze finali che risollevano il film e soprattutto lo spettatore tramortito da due ore di nulla!
Will Smith, più che depresso sembra assonnato. Lo seguiamo per tutto il film sempre con la stessa faccia, sempre con la stessa espressione... che noia. Gabriele ha tentato di omaggiare i più grandi registi creando una storia ad incastro, complicata nella trama e nel suo svolgimento. Peccato che anche il bambino meno sveglio del mondo dopo i primi minuti potesse capire come si sarebbe conclusa la storia. Che dire della storia? Tratta un argomento interessante, mai trattato prima sul grande scehrmo. Peccato che Muccino abbia fallito nel suo intento appiattendo il tutto e stereotipando dialoghi e personaggi.
Il valore della vita... Quanto vale una vita umana? E' questo su cui si va ad indagare. Il sacrificio come riscatto... insomma tutti argomenti nobili e davvero dolorosi da trattare, ma trattati male e con enorme superficialità.
E' da dire che, il furbo Muccino, però, è riuscito a raccimolare una gran quantità di star che hanno comunque avvalorato il suo progetto. In rassegna: Will Smith, Rosario Dawson e il bravissimo Woody Harrelson.
Discorso a parte merita la lodevole Rosario Dawson incastrata in una parte fin troppo strappalacrime e melassosa!!! Recita, come vuole la buona tradizione hollywoodiana, la saggia malata terminale, forte (ma solo in apparenza), sola, bella, buona, single e con tanto di cane a seguito... Lei è brava e molto bella, ma cavolo la sua parte è stata già vista e rivista. Solite battute, solite situazioni, solite dialoghi... insomma tutto già visto!!!
Detto questo possiamo senza dubbio affermare che, sul finale, il film volta alto. Diventa poetico ed estremamente dolce, quasi lacrimevole. Sul finire del film Muccino si ricorda di essere italiano e comincia a dirigiere con il cuore regalandoci momenti di puro cinema.
Se si potesse entrare in sala gli ultimi 5 minuti il film meriterebbe un bel 10 e lode

VOTO 5


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sette anime

permalink | inviato da neutronik80 il 15/1/2009 alle 15:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
cinema
14 gennaio 2009
La Duchessa


Tremate, tremate il critico è tornato!

Saul Dibb dirige in maniera impeccabile una sfortunata e imparruccata Keira Knightley. Confeziona un film di classe, ma austero ed algido. Una bellissima scatola, ma vuota all'interno. Lo splendore e il calore delle atmosfere baroccheggianti non vengono rese al meglio. 
Fine '700, La Duchessa Georgiana Spencer (ava della più famosa e altrettanto sfortunata Lady Diana) va sposa al più anziano e freddo Duca del Devonshire.
Il film è incentrato, appunto, sulle disavventure amorose della duchessa che, come avverà per Lady Diana, dovrà vedersela con un marito fedigrafo e antipatico, interpretato da un mediocre e quasi invisibile Ralph Fiennes. Se pur non ci fosse stato il film non avrebbe sortito nessuna influenza!
Keira Knightley, se pur bravissima, ha stufato. Ha meno di 30 anni e continua ad interpretare sempre gli stessi ruoli. Basta farsi strizzare in bustini e corsetti da tortura. Che interpretasse un'astronauta, la prima donna sulla luna. Insomma dovrebbe cambiare e cimentarsi con qualcosa di nuovo.
Nel film in questione, però, la seguiamo durante un percorso lungo una vita. Un percorso doloroso, fatto di sofferenza e di sventure. Sempre alla ricerca dell'amore. Quell'amore mai arrivato. Un marito fedigrafo e violento, un'amante irraggiungibile, un'amica imperdonabile. Un destino doloroso quello della duchessa. Peccato che il regista abbia voluto soffermarsi solo sulle sue sofferenze amorose, trasformando il film in una simil telenovela di classe, un polpettone formato Harmony. Solo apparenza e niente sostanza. Una serie di cambi di parrucche, bei vestiti, qualche lacrima e... basta. La solita zolfa. La giovine donna data in sposa al marito cattivo che la maltratta e tradisce. Sempre lodevole, invece, la non più giovanissima, ma sempre attraente, Charlotte Rampling. Austera e impettita si ricama un ruolo decisamente al top.
C'era davvero bisogno di questo film per capire che in antichità esistevano i matrimoni combinati e che spesso la donna era soggetta alla volontà del maschio? Credo di no, soprattutto quando un non si aggiunge nulla di nuovo al già vistom e sentito. Qui la novità è che si parla della dinastia degli Spencer... quella dinastia che ha dato i natali alla più famosa Lady Diana.
Evitabile

VOTO 5



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. la duchessa

permalink | inviato da neutronik80 il 14/1/2009 alle 16:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
cinema
26 novembre 2008
The burning plain



Tremate, tremate il critico è tornato!

Direttamente da Venezia arriva a Roma, l'opera prima di Guillermo Arriaga "The Burning Plain" interpretato magistralmente da Kim Basinger, Charlize Theron, Jennifer Lawrence e Joaquim de Almeida.
Il film narra le storie interconnesse di diversi personaggi separati dal tempo e dallo spazio. Mariana sta cercando di rimettere in sesto le vite dei suoi genitori. Sylvia deve affrontare un'odissea emotiva per cancellare un peccato del suo passato. Gina e Nick formano una coppia alle prese con una relazione clandestina, e Maria cerca di aiutare i suoi genitori a trovare redenzione.
Arriaga alla sua prima regia ci regala un film drammatico, forte e commovente. Quattro storie apparentemente diverse, ognuna di esse dominata da un colore. 4 colori come i 4 elementi, acqua, aria, terra e fuoco. Il fuoco è l'elemento predominate attraverso il quale prende il via l'intera vicenda. Una vicenda fatta di sofferenze, di dolore e tristezza. Kim Basinger e Charlize Theron pur interpretando i ruoli di madre e figlia non appariranno mai insieme. Kim Basinger moglie adultera dà prova di essere una grande attrice. Insieme forte e tormentata, sofferente e innamorata. Il suo è un ruolo ben delineato e decisamente ben recitato. Drammatico e malinconico uno dei personaggi meglio riusciti del film. Pur non essendo più una ragazza riesce con la sua eleganza e la sua semplicità ad essere raffinata e allo stesso tempo sexy. Sicuramente una delle sue migliori interpretazioni.
Charlize Theron interpreta Sylvia, una 30enne autolesionista e disillusa dalla vita con un segreto che le rende impossibile vivere a pieno la sua vita. Dopo Monster altro ruolo scomodo per la bellissima Charlize Theron (qui in veste anche di produttrice) che ancora una volta mette da parte gli abiti sexy e da superdiva per calarsi in un ruolo cupo, disperato e sgraziato. E' un piacere vederla recitare. La giovanissima Jennifer Lawrence da prova di essere una grande promessa del cinema di domani. Anche per lei un ruolo estremamente disperato, difficle. Il suo forse è il personaggio più sofferto, quello dai risvolti più amari. La Lawrence riesce ad ammaliare con il suo sguardo ora freddo e distaccato ora languido e spaesato. Intrigante.
Arriaga, come regista, mette a segno una super coppia di attrici (Basinger/Theron) che fanno volare alto il film. Una coppia d'assi che rende questa opera prima davvero superlativa.
Lo storia è drammatica, pessimista ma mai patetica. Il regista non vuole colpire con la facile lacrima o con il colpo di scena, il suo intento è quello di narrarci il viaggio nel proprio io che i personaggi del film percorrono attraverso i 4 elementi.
Lo stile utilizzato è quello caro al regista; la storia ad incastro. 4 storie che si avvicendano tra lo spazio ed il tempo rendendo il pathos sempre alto e regalando allo spettatore momenti di alto cinema. Sicuramente non un film facile, a volte un pò indigesto, ma che vale la pena di esser visto soprattutto per la prova di Kim Basinger e Charlize Theron, due grandi attrici del cinema americano.

VOTO:9

cinema
17 novembre 2008
Changeling, la recensione


 
Tremate, tremate il critico è tornato!

Changeling, del maestro Clint Eastwood, è di sicuro il film di Angelina Jolie. Ogni scena, ogni inquadratura è fatta per esaltare la sua magnificenza e la sua bellezza. Un copione scritto appositamente per lei. Diretta fantasticamente da Clint Eastwood, Angelina ci regala, dopo Ragazze Interrotte, un altro ruolo degno di Oscar. Ispirato ad una storia vera, Eastwood ha ricostruito in maniera impeccabili le atmosfere, i costumi e la società americana degli anni '20. Ancora una volta le tematiche ricordano alcuni suoi precedenti lavori. Qui c'è molto di Mystic River,  Million Dollar Baby e Un Mondo Perfetto. Clint Eastwood ama soffermarsi su situazioni a lui cari quali l'infanzia spezzata, la voglia di lottare e di guardaere sempre avanti. Tema centrale di tutto il film è la forza di volontà e che spinge la protagonista a lottare per far luce su quanto è accaduto a suo figlio. Angelina jolie è così brava ad interpretare Christine Collins da catapultare lo spettatore all'interno del suo incubo personale. Ci guida con ardore in una storia agghiacciante e struggente. Più angosciante di un film dell'orrore, più inquetante di un thriller spietato, Changeling è un'ottimo esempio di cinema in cui l'interprete principale, Angelina Jolie, è così magnetica ed energica da riempire da sola tutto lo schermo. La sua bravura è talmente solenne da rendere il resto della squadra quasi inutile. John Malckovich pur degno di nota non riesce a competere con la bellissima Jolie. Il film passa dal dramma al giallo e dal giallo al legal thriller. Peccato essersi soffermati troppo sul personaggio di Angelina Jolie e aver dato poco spazio agli altri comprimari.
Detto questo posso tranquillamente dire che le 2 h passano piacevolmente. Un film degno di nota!

Voto 8


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. changeling angelina jolie

permalink | inviato da neutronik80 il 17/11/2008 alle 1:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
15 novembre 2008
The Orfanage, la recensione



Tremate, tremate il critico è tornato! 


Prodotto da Guillermo del Toro e diretto da Juan Antonio Bayona "El orfanato" è un horror a tinte forti incentrato sulla paura di molti: i bambini morti.
Forse un pò troppo pretensioso ma decisamente ben fatto. Il film è incentrato sulle figure di Laura (Belén Rueda), Carlos (Fernando Cayo) e il figlio di sette anni Simon (Roger Príncep). Apparentemente una famigliola normale. Ma, a dispetto delle apparenze, qualcosa di terribile si cela dietro questa facciata di finta serenità. La tensione aumenta con lo scorrere dei miniti. Un film sui fantasmi, una ghost story in cui i fantasmi si vedono davvero poco. L'ansia, la paura e l'orrore provengono non da mostri o creature malefiche, ma da sensazioni, rumori, musiche e respiri. L'orrore si respira per tutta la durata del film. Non manca qualche scena splatter che farà felice i più accaniti estimatori del genere. Tenetevi stretti alla sedia perchè ci sarà da saltare e anche parecchio. Un crescendo di situazioni e particolari agghiaccianti seguono lo scorrere del film. Decisamente interessante il ruolo di una rispolverata Geraldine Chaplin. Anche se non si vedono per quasi l'intero film, i veri protagonisti sono i bambini disabili morti nell'orfanatrofio abitato, ora, dalla famiglia protagonista. Molto bella la prova del giovane Roger Princep. Bene anche gli altri attori, specialmente  l'espressiva ed intensa Belen Rueda.
Un film da gustare in tutto il suo tempo. Non il solito horror fatto di sangue e budella, ma un film che gioca molto sull'atmosfera e sulle paure di noi tutti. Intelligente.
VOTO 7


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. the orphanage guillermo del toro

permalink | inviato da neutronik80 il 15/11/2008 alle 1:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
televisione
4 novembre 2008
La Tata (The Nanny)
Ieri ho visto l'ultima puntata dell'ultima serie della Tata. Sit-com cult degli anni '90. Semplicemente magnifica. Tata Francesca (Fran Drescher) rimarrà nella storia come uno dei personaggi più riusciti. Volgare, sgraziata, irruenta, pettegola, chiacchierona, pasticciona ma tremendamente sexy e dolce. Un personaggio innovativo, divertente e caciarone. Spettacolare l'interpretazione di Fran Drescher che ha fatto de "La Tata" il suo cavallo di battaglia. La sua cotonuatura, i suoi abiti così tremendamente trash sono uno dei motivi per non smettere di amare questa sit-com.
Un nutrico cast d'attori ha reso questo telefilm uno dei più stravaganti. 6 stagioni sono poche. Avrei voluto poter continuare a respirare quell'aria di festa e di serenità ancora per molto. Come potersi scordare di Zia Assunta edi Yetta? E che dire dei deliziosi litigi tra Niels e la signorina Babcock?
Un successo durato sei anni che si rivede sempre con gioia.
Ho finito di vederla solo ieri e già mi manca la mia amica Francesca!!!


Voto 10





Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Fran Drescher la tata the nanny

permalink | inviato da neutronik80 il 4/11/2008 alle 22:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
letteratura
17 ottobre 2008
Rainbow High, il libro

 
Tremate, Tremate il critico è tornato!


Ritornano, in questa seconda parte, le avventure sentimentali di Jason, Kyle e Nelson.
Rainbow High è un ottimo lavoro. Alex Sanchez è riuscito anche questa volta ad incantare il lettore atttraverso le lotte e le conquiste personali che i tre protagonisti, oramai cresciuti (sono al liceo) devono sopportare per potersi conquistare una fetta della tanta ambita norrmalità.
Più bello e affascinante del primo. Dispiace sapere che duri sono 204 pagine. 
E' proprio giusta l'osservazione di Usa Today "Un ritratto sincero di cosa significhi essere adolescente e gay".
Un libro che fa emozionare e sognare. Qualsiasi sia il vostro orientamento sessuale è un libro che deve essere letto perchè riesce a trasmettere la carica, l'incoscienza, la gioia e la spensieratezza.
Insieme a Rainbow Boys costituisce una vera e propria antologia sul mondo omosessuale visto e vissuto attraverso gli occhi di tre ragazzi.
Divertente per chi è gay, interessante per chi, per la prima volta, si affaccia al mondo omosessuale.
A fine letture verrebbe tanta voglia di passare una serata con loro...
Leggetlo e provate a capire a quale dei tre protagonisti vi identificate

Voto 10



letteratura
15 ottobre 2008
Ascolta piccolo uomo, la recensione


 Tremate tremate il critico è tornato!!!

"Ascolta, piccolo uomo" è un documento essenzialmente umano, non scientifico. È stato scritto nell'estate del 1945 per gli Archivi dell'Orgone Institute senza che vi fosse intenzione di pubblicarlo. Era il risultato delle lotte e dei conflitti interiori di uno scienziato e fisico che, per decenni, aveva osservato, dapprima ingenuamente, in seguito con stupore e infine con orrore, che cosa il Piccolo Uomo della strada 'commette contro se stesso'; come soffre e si ribella, come stima i nemici e uccide gli amici; come, ogni qual volta riesce a ottenere il potere in qualità di "rappresentante del popolo", abusi di tale potere e lo deformi in modo ancor più crudele di quanto non sia avvenuto prima ad opera di pochi sadici delle classi dominanti.
Questo saggio è estremamente affascinate, difficile da leggere perchè parla di ognuno di noi. Ognuno di noi è un piccolo uomo. Leggere questo libro significa leggere dentro se stessi e comprendere quanto, a volte, possiamo essere piccoli ed insignificanti. Capito questo, ci si rende conto quanto sia estremamente difficile uscire dalla condizione di "piccolo uomo"
A volte la lettura risulta ripetitiva e poco incisiva. A tratti autocelebrativa. Ma nonostante questo è un documento che andrebbe letto e riletto. Ad ogni lettura si percepisce qualcosa di nuovo che arricchise e si va ad integrare con le letture precedenti. Sicuramente non è un libro di facile lettura o di quelli da leggere prima di addormentarsi.
Interessante. Da consultare in più fasi della vita

Voto 8

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Wilhelm Reich ascolta piccolo uomo

permalink | inviato da neutronik80 il 15/10/2008 alle 11:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
cinema
13 ottobre 2008
The Woman, la recensione

Tremate, tremate il critico è tornato!!


Remake dell’omonimo film del 1939 diretto da George Cukor e a sua volta ispirato da una commedia del 1936 scritta a quattro mani da Anita Loos e Jane Murfin. Diretto da Diane English è una commedia tutta al femminile.
Un nutritissimo cast all star ci guida per circa 2 ore in una piacevolissima storia fatta d'amore, amicizia e corna. Sembrerebbe la solita trama del solito film diretto da una femminista ed interpretato dalle
solite donne agguerrite. Invece no. Il film è delicato, è una piacevolissima commedia agro-dolce in cui Mary Haines (Mag Ryan) scopre da una commessa di un centro commerciale che suo marito la tradisce con Crystal Allen (Eva Mendes). E' da questo punto che parte il film. Da qui si incroceranno i destini di alcune donne che grazie a questo evento (il tradimento) scopriranno tante cose di loro stesse. Mag Ryan, l'eterna fidanzatina d'America dopo aver tentato, senza successo, di svestire i panni della ragazza acqua e sapone ritorna alla commedia leggera e senza impegno. Evidentemente questo è quello che riesce a fare meglio. E' graziosa nel ruolo di donna tradita e che grazie all'aiuto delle amiche e della madre (una splendida Candice Bergen) ritrova l'autostima e la forza di andare avanti.
Tante donne in questo film. Gli uomini sono assenti. Ma non importa. Annette Being è un vero portento. Interpreta l'amica, la migliore amica di Mary e lo fa alla grande. In più, troppe, occasioni ruba la scena alla brava Ryan. Annette Being ha un ruolo magnifico. Una donna in carriera, ora goffa, ora triste, ora isterica, ora grottesca, ma con una caratteristica: quella di essere sempre chic ed elegante. E' così brava che a volte ci si dimentica che la vera protagonista sia Meg Ryan. Purtroppo i troppi interventi di chirurgia plastica non aiutano il suo bel viso ad entrare a pieno in una parte un pò troppo stereotipata e già vista. Ma nonostante questo è sempre stupenda, specialmente con quella massa di capelli ricci.
Anche Debra Messing (Will & Grace) interpreta un'amica di Mary. A lei spetta un ruolo di secondo piano, ma non banale. Lei è una donna energica, vigorosa, allegra e, soprattutto nel finale, estremamente divertente e comica. Molto piacevole.
Anche Bette Midler ha una particina, un cammeo di qualità che da al film quel tocco di calsse in più.
A questo nutrito cast di star non poteva mancare l'arpia, la strega della situazione. Nella parte della panterona maligna e svampita trovaiamo la supersexy, ma inespressiva, Eva Mendez.
Eva è bella. Queto deve bastarci!, non chiediamole altro.
Che dire... una commedia spumeggiante, rilassante, fresca e divertente. La consiglio a tutti coloro che vogliono passare due ore di puro intrattenimento!!!

Voto 8

cinema
26 settembre 2008
Mamma Mia: recensione in anteprima

 

Tremate, tremate il critico è tornato!

Mamma mia che film!!! Semplicemente perfetto sotto ogni punto di vista. Una sceneggiatura in tema con i testi delle canzoni degli Abba, una grecia da togliere il fiato e soprattutto LEI, Meryl Streep. Un gruppetto di attori e attrici simpatici e stravaganti guidati da una magnifica signora del cinema americano. Colori e tanta fantasia per un film sorprendentemente coinvolgente, allegro e spensierato. Forse nel finale si lascia andare un pò troppo allo sdolcinato-melanconico, ma non importa!
Meryl Streep danza, canta e recita. E' la quint'essenza dell'attrice. Perfetta e soprattutto autoironica. Pur essendo over 50 ha una grazia e uno stile davvero sorprendenti. Riesce ad ammaliarti e coinvolgerti più di ogni altro attore. Interessantissima la scelta di Amanda Seyfried come figlia di Meryl Streep. Pur essendo giovanissima riesce a tener testa alla grintosa e superlativa Meryl. Amanda ha un magnetismo e un'eleganza notevole! Brava e bellissima dona al suo personaggio spessore e grazia. Un testa a testa di bravura.
Christine Baranski e Julie Walters interpretano rispettivamente Tania e rosie, le amiche di Donna (Streep). La Baranski e la Walters sono divertentissime. A loro sono affidate, forse, i momenti più esilaranti del film. Bravissime e voclamente dotate danno quel tocco kitsch e queer al  film. Allegre, divertenti e strepitose. Imperdibili nei titoli di coda, come imperdibili anche i 3 maschietti del film che interpretano i tre possibili padri di Sophie (Amanda Seyfried), nonchè le ex fiamme di Donna (Meryl Streep)
Per Colin Firth sono finiti i tempi d'oro di Bridget Jones. Qui appare appesantito ed ingrassato. Un ruolo non di spicco, ma sicuramente ben recitato. Strepitoso nei titoli di coda. Ingessato in un completo stile "Cugini di Campagna" rimarrà nella storia. Nel film balla e canta, ma la sua interpretazione non è la parte più interessante del film. Anche se sul finale c'è un colpo di scena che riguarda il suo personaggio.
Stessa storia per Pierce Brosnam. Anche lui, uno degli aspiranti padri di Sophie, nel film  canta e balla. A differenza del collega Firth, Brosnam, invecchiato e ingrassato, ricopre un ruolo più centrale e di conseguenza meglio congeniato. Una bella voce e una buona capacità canora. Peccato un ruolo un pò stereotipato. Comunque è sempre un piacere vederlo recitare. E' ancor più bello vederlo recitare e cantare. Lui e Meryl Streep sono davvero una grande, bella ed inedita coppia di attori. Divertenti.
Stellan Skarsgård è il meno famoso dei tre, ma non per questo il meno bravo. Canta, balla e recita in maniera impeccabile. Anche per lui un ruolo di contorno. Qualche divertente gag e alcune canzoni ben cantate. Bravo. Sicuramente lo vedremo più spesso.
In conclusione una storia costruita a pennello sulle canzoni degli Abba. Un film colorato e gaio. Diretto con mano sapiente e grintosa da Phyllida Lloyd, che non deve aver avuto difficoltà a dirigiere un gruppo di attori così affiatati e bravi.
Bellissima la fotografia e la scenografia.
Da vedere, rivedere e vedere ancora per poter ballare, cantare e soprattutto divertirsi a guardare un così nutrito gruppo di attori che cantano ed interpretano le più belle canzone degli Abba, che rimangono le protagoniste indiscusse del film. Film che sarà amato anche da chi i  musical non ama!

Voto 9

cinema
12 settembre 2008
Anteprima:The Burning Plain con Kim Basinger e Charlize Theron


Direttamente da Venezia arriva a Roma, in anteprima, l'opera prima di Guillermo Arriaga "The Burning Plain" interpretato magistralmente da Kim Basinger, Charlize Theron, Jennifer Lawrence e Joaquim de Almeida.
Il film narra le storie interconnesse tra diversi personaggi separati dal tempo e dallo spazio. Mariana sta cercando di rimettere in sesto le vite dei suoi genitori. Sylvia deve affrontare un'odissea emotiva per cancellare un peccato del suo passato. Gina e Nick formano una coppia alle prese con una relazione clandestina, e Maria cerca di aiutare i suoi genitori a trovare redenzione.
Arriaga alla sua prima regia ci regala un film drammatico, forte e commovente. Quattro storie apparentemente diverse, ognuna di esse dominata da un colore. 4 colori come i 4 elementi, acqua, aria, terra e fuoco. Il fuoco è l'elemento predominate attraverso il quale prende il via l'intera vicenda. Una vicenda fatta di sofferenze, di dolore e tristezza. Kim Basinger e Charlize Theron pur interpretando i ruoli di madre e figlia non appariranno mai insieme. Kim Basinger moglie adultera dà prova di essere una grande attrice. Insieme forte e tormentata, sofferente e innamorata. Il suo è un ruolo ben delineato e decisamente ben recitato. Drammatico e malinconico uno dei personaggi meglio riusciti del film. Pur non essendo più una ragazza riesce con la sua eleganza e la sua semplicità ad essere raffinata e allo stesso tempo sexy. Sicuramente una delle sue migliori interpretazioni.
Charlize Theron interpreta Sylvia, una 30enne autolesionista e disillusa dalla vita con un segreto che le rende impossibile vivere a pieno la sua vita. Dopo Monster altro ruolo scomodo per la bellissima Charlize Theron (qui in veste anche di produttrice) che ancora una volta mette da parte gli abiti sexy e da superdiva per calarsi in un ruolo cupo, disperato e sgraziato. E' un piacere vederla recitare. La giovanissima  Jennifer Lawrence da prova di essere una grande promessa del cinema di domani. Anche per lei un ruolo estremamente disperato, difficle. Il suo forse è il personaggio più sofferto, quello dai risvolti più amari. La Lawrence riesce ad ammaliare con il suo sguardo ora freddo e distaccato ora languido e spaesato. Intrigante.
Arriaga, come regista, mette a segno una super coppia di attrici (Basinger/Theron) che fanno volare alto il film. Una coppia d'assi che rende questa opera prima davvero superlativa.
Lo storia è drammatica, pessimista ma mai patetica. Il regista non vuole colpire con la facile lacrima o con il colpo di scena, il suo intento è quello di narrarci il viaggio nel proprio io che i personaggi del film percorrono attraverso i 4 elementi.
 Lo stile utilizzato è quello caro al regista; la storia ad incastro. 4 storie che si avvicendano tra lo spazio ed il tempo rendendo il pathos sempre alto e regalando allo spettatore momenti di alto cinema. Sicuramente non un film facile, a volte un pò indigesto ma che vale la pena di esser visto soprattutto per la prova di Kim Basinger e Charlize Theron, due grandi attrici del cinema americano.

VOTO:9

cinema
8 agosto 2008
L'amore ha due facce




Tremate tremate il critico è tornato!


Barbra Streisand, che in questo film è attrice, regista e produttrice, si dimostra una donna polivalente capace di fare tutto ciò che vuole. L'amore ha due facce è una piacevolissima commedia amara sul tempo che passa, sulle occasioni perdute, sull'autostima e sul perchè dell'amore e dell'attrazione fisica tra due persone. Un film che indaga in maniera allegra e per nulla scontata sulle ragioni che portano due persone ad innamorarsi. Affronta l'amore da un punto di vista particolare: l'attrazione sessuale. Può esserci amore senza sesso? Solitamente si diceva sesso senza amore, ma mai amore senza sesso. Questo è proprio quello che capita ai due protagonisti, rei di imbarcarsi in una liaision basata solo ed esclusivamente sul piacere intellettuale. tutto furchè esplorare lati erotici e sensuali della relazione. Affrontare il matrimonio anche da un punto di vista sessuale potrebbe essere così deleterio che i due ottimi protagonisti (Straisand, Bridges) decidono di evitare...fino ad un certo punto. 
Il film parte come commedia, ma si trasforma in qualcosa che va oltre la commedia. Un misto di dolce e amaro che rende la fruizione piacevolissima ed intrigante. Barbra Straisand è un talento. E' una donna che ha charme da vendere e bravura da regalare. Ogni suo sorriso o sguardo vale più di 100 parole. Intelligente nel corpo e nello sguardo ci regala un personaggio ambivalente, spiritoso e vendicativo. Bellissimo vedrla crescere e raggiungere il culmine. Un viaggio nella psicologia femminile davvero interessante. Jeff Bridges stupisce per intensità e per simpatia. Certo è messo in ombra dalla talentuosa Barbra, ma di certo non affonda. A volte esagera in mossettine e faccettine che rendono il suo personaggio stereotipato, ma sicuramente valido. Un grande attore che Hollywood ha sottovalutato. Il quadretto è completato da una velenosa Lauren Bacall. Che piacere vederla sullo scehrmo, Con o senza le rughe rimane comunque una grande. Gran bel ruolo. Azzeccato per lei. Deliziosa.
Pierce Brosnan e Mimì Rogers sono da sfondo. Bravi, ma non rimangono. Potevano anche non esserci il film non avrebbe sortito nessun effetto negativo.
In definitiva un gran bel film da rivalutare e da rivedere. Bello.

Voto 8

letteratura
28 luglio 2008
La Signora in Giallo: "delitto nel vigneto". Il libro
 

Tremate, tremate il critico è tornato!!!

Certo che, per poter gustare i gialli di Jessica Fletcher (badate ho detto proprio jessica fletcher, la scrittrice, quella in carne ed ossa), bisogna essere fan della serie tv "La signora in giallo" ed amare i gialli di Agatha Christie. Io ho le caratteristiche necessarie per poter apprezzare questo genere di letteratura. In questo caso, però, la storia parte un pò lenta e noiosa. Una serie di nomi, e situazioni difficili da ricordare rendono la lettura poco felice. Pagina dopo pagina, però, l'atmosfera si riscalda e la simpatica ed arzillissima Jessica Fletcher si imbatte in un nuovo, quanto mai intricato, delitto. Questa volta a renderle le indagini più facili c'è il suo amico di sempre, l'ispettore di Scotland Yard, George Sutherland. I due si ritroveranno invischiati in una storia di passioni, droga, vini e omicidi. Ci si è catapultati in questa intricata storia fatta di tanti personaggi e tanti possibili colpevoli che sarà quasi impossibile smettere di leggere. E', infatti, sempre un piacere leggere le avventure di Jessica Flethcer. L'unica nota dolente di questa storia risiede proprio nel caro e amato amico di Jessica, l'ispettore George. Il suo personaggio non solo è poco presente durante l'intera vicenda, ma risulta essere noioso e di intralcio al buon andamento della trama. Pur dovendo essere un elemento di attrattiva, a mio avviso, finisce per rendere pesanti le parti in cui compare. Ma nonostante questo piccolo difetto ed una parte iniziale poco scoppiettante il libro si legge volentieri. Anche se non è il migliore della serie, si arriva fino all'ultima pagina con la voglia  e la curiosità di consocere il colpevole degli efferati delitti. Come al solito il personaggio di Jessica è di una simpatia e di una vitalità così forte da rendere ancora più appetibile questo libro giallo.

VOTO 7 -
cinema
25 luglio 2008
Un'estate al mare
 



Tremate, tremate il critico è tornato!

Il solito film targato Vanzina. Non aggiunge nulla di nuovo. Soliti sketch e solite battute condite dalle peggiori parolacce italiane. Il solito nutrito gruppo di attori italiani, quelli della peggior specie, quelli che hanno speso un'intera carriera a far smorfie, battute e battutacce per accalappiarsi il pubblico di bocca buona. Ma questo non deve essere visto, per forza come cosa negativa. Il cinema deve essere anche di intrattenimento. Non è detto che un film bello o di qualità debba per forza far piangere o riflettere. Un buon film deve e può anche far ridere. In questo caso non si ride o quanto meno si ride poco e male. Nonostante gli anni'80 siano passati, assistiamo a numerose scenette tipiche di quegli anni.
Un gruppetto affiatato di bellone stagionate (dalla Falchi alla Nancy Brilly) fanno a gara a mostrarsi seminude,in vestiti succinti e costumini microscopici mostrando buchi, smagliature e cellulite. Mancava Valeria Marini per raggiungere l'anplain. La bellona Marisa Jara ha più cellulite e pelle floscia lei che Wilma De Angelis con i suoi 70 anni suonati. Nancy Brilli, si discosta dalle altre per avere una recitazione molto fresca e verace. Simpatica e solare è discreta nella parte. Anna Falchi, si è invecchiata, fa tenerezza vederla interpretare sempre i soliti ruoli, stesse battute, stesse movenze, stesse espressioni. Oramai è come acqua tiepida, passa senza bruciare. Alicia Silvstedt, non recita perchè non sa ancora parlare la nostra lingua, ma in compenso mostra per tutto il tempo le sue tette rifatte. Sembra una bambolona dorgata e allucinata che sbatte le palbebre ad ogni sussulto delle sue tette. Alena Seredova, aiutata dalla bravua di Biaggio Izzo e dalla comicità del suo episodio, non riesce male nel ruolo. Una parte stereotipata, trita e ritrita, ma recitata decentemente. Ezio Gregio cade troppo nel ridicolo. E' fin troppo grottesco. Sembra una fotocopia sbiadita di Cristian De Sica che imita suo padre Vittorio. Lino Banfi, apre le danze. Il suo è uno degli episodi più lunghi e forse più malinconici. Lino è bravo non c'è niente da dire. Ha esperienza da vendere così come il grandissimo e bravissimo Gigi Proietti che chiude, (con maestria) insieme a un fin troppo teatrale Maurizo Micheli, un film piatto.
Nonostante l'idea brillante di un film a episodi ognuno dei quali dedicati a Dino Risi, si poteva fare di meglio.
Purtroppo Vanzina non e Dino Risi e si sente per tutto il film. Regia piatta e moscia, recitazione da da 3 elementare, dialoghi e battute da campus scolastico. A rovinare definitivamente il tutto sono l'episodio interpretato da un Massimo Ceccherini patetico e noioso e l'episodio di uno squallido quantomai anonimo Enzo Salvi che interpreta la parte di un padre fallito che fa di tutto pur di riconquistare il figlio. Brigniano... poteva fare di meglio. Il film è salvato, in extremis, dalla performance di Gigi Proietti che da un sapore diverso e decisamente migliore alla pellicola.
I 7 e passa euro servono solo per Gigi Proietti, che recita per troppo poco tempo. Un plauso va anche a Lino Banfi che è sempre simpatico. Bravo nonno Libero.
Un bel trailer ingannatorio!
VOTO 5 1/2
 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. un'estate al mare

permalink | inviato da neutronik80 il 25/7/2008 alle 1:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
letteratura
16 luglio 2008
Rainbow boys, il libro



Tremate, tremate il critico è tornato! 

Rainbow boys fa parte della collana high school - storie gay dai licei americani.
Alex Sanchez, si è divertito nel raccontarci con passionalità ed entusiasmo le storie di tre coetanei durante il loro ultimo anno di liceo. Nelson, Jason e Kyle. Ognuno con una propria storia, ognuno con un futuro diverso. Tutto ruota in torno alla difficoltà del coming out e del loro primo amore. Sanchez fa, però, ben attenzione a non sviluppare una sotria simil favola. E se al primo battito di cuore segue un romantico bacio, Alex Sanchez non si dimentica che sovente la realtà degli omosessuali è attraversata da fasi difficili quali l'omofobia interiorizzata, l'accettazione di se stessi e da parte di una società sempre pronta a schernire il diverso. Il romanzo, quindi, senza troppi flashback segue giorno dopo giorno le vicende di questi tre 17enni che sono alle prese con le loro prime pulsioni sessuali e con i loro primi problemi di cuore.
Scritto da un adulto, il libro sembra essere indirizzato agli adolescenti che per la prima volta si affacciano al mondo gay. Sviluppato discretamente, manca un pò di mordente. Alex Sanchez riesce a far catapultare il lettore nella storia, ma solo a tratti. Non si sente sempre la necessità di sapere come adrà a finire o cosa succederà nella pagina successvia. Probabilmente questo è dovuto al fatto che l'opera di Sanchez non aggiunge nulla di nuovo a quanto già scritto precedentemente su questo argomento. Non aspettiamoci, quindi, un romanzo rivelazione o un romanzetto erotico gay. Ricordiamo di leggere un buon libro sulle avventure amorose di tre giovincelli che si affacciano per la prima volta alla vita, all'amore e alla sofferenza. Provandolo a vedere sotto questa prospettiva sono certo che si rimarrà soddisfatti quando si arrivera a pagina 195.

VOTO 6 1\2


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. rainbow boys gay

permalink | inviato da neutronik80 il 16/7/2008 alle 10:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
15 luglio 2008
Funny Games




Tremate, tremate il critico è tornato


Già dalle prime inquadrature si avverte ansia, angoscia e terrore per quello che avverrà in seguito. Michael Haneke ha voluto rifare il suo film, ma questa volta in America. Tutto è identico al precedente, cambiano solo gli attori. Questa volta sono famosi. Sono passati sattamente 10 anni dal primi Funny Games. Ma 10 anni di differenza fanno la differenza. Forse 10 anni fa il pubblico non era abituato ad uno spettacolo che esaltava la violenza fine a se stessa. 10 anni fa il pubblico non aveva visto Hostel e i vari "torture porn" . Oggi è diverso, l'assuefazione alla violenza produce meno interessamento a film del genere. A questo aggiungiamoci una trama esile e sempre banale. Ricca famigliola - madre (Naomi Watts), padre (Tim Roth) e figlioDevo Gearhart) - presi in ostaggio da due psicopatici ribelli (Michael Pitt e  Brady Corbet).  Incapaci (perchè troppo stupidi) di  ribellarsi subiranno ogni tipo di angheria, dalla psicologica alla fisica
.
Se la tensione iniziale era altissima, dopo i primi momenti tutto si ammoscia. Di fronte alle tante stupidaggini che commettono le vittime, lo spettatore è preso da attacchi di nervosismo e da un senso di insofferenza che si protrae a dismisura. Possono tre persone, vittime di due ragazzini armati solo di una mazza da golf, farsi torturare fino allo sfinimento senza mai pensare di spaccargli una sedia in testa o di utilizzare su di loro uno dei tantissimo coltelli che la casa offre?Come possono ricordarsi di avere un cellulare solo alla fine del film? 
Il film viene portato avanti attraverso forzature ed errori di sceneggiatura che rendono il tutto banale e fin troppo ridicolo. Pochi momenti di vera suspance, poco sangue e troppi dialoghi.
Finale aperto e 103 minuti risultano esagerati per un film del genere.
Tim Roth semplicemente patetico. Recitazione e ruolo davvero mediocri. Michael Pitt è stato aiutato dal suo aspetto fisico. Il classico bravo ragazzo americato. La sua interpretazione non aggiunge nulla di nuovo allo stereotipo del killer. Naomi Watts, ribattezzta "queen remake", si cimenta in questo film con coraggio e discreta bravura. Una prova sufficiente. Di certo non verrà ricordata per questo film.

Si può anche non vedere

VOTO 5

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. funny games

permalink | inviato da neutronik80 il 15/7/2008 alle 1:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
14 luglio 2008
La Carica Dei 101

Tremate, tremate il critico è tornato!

 La carica dei 101 è uno dei classici Disney che mai passerà di moda. Anche se non si è più giovanissimi fa sempre bene sognare con un prodotto di alta qualità come questo. E' sempre bello poter assistere ad uno spettacolo che in poco meno di 80 minuti regala, a grandi e piccini, tanta serentià. Diretto da Clyde Geronimi e Hamilton Luske questo film è diventato oramai cult. Alzi la mano che nella propria vita non l'ha visto almeno una volta. 101 cagonlini ci fanno compagnia in questa delizioa opera targata Disney che per questa volta affida a Crudelia De Mon il ruolo della perfida e assatanata protagonista che è disposta a tutto pur di avere pellicce di pelle di dalmata. Ambientato in ula magnifica Londra il film racconta con brio e suspance le avventure di Pongo e Peggy che tentato il tutto e per tutto per salvare i loro cuccioli dalla perfida Crudelia. Degna di nota è anche la colonna sonora del film. Una volta sentita non si potrà far a meno di canticchiarla.
Uno dei migliori prodotti Disney che riesce ancora oggi a stupire e divertire.
Un must da vedere e rivedere.

VOTO 10


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. la carica dei 101 disney

permalink | inviato da neutronik80 il 14/7/2008 alle 0:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
11 luglio 2008
Funny Games, il prossimo film che vedrò
 


Visto che è il remake dell'omonimo film fatto dallo stesso regista credo sia davvero una boiata. Ma deve essere visto assolutamente. Con questo si ha la consacrazione definitiva di Naomi Watts come nuova Queen Remake. Ricordiamo che ha già fatto il remake di The Ring, di King Kong, questo e ora sta preparando il remake del più celebre Uccelli di Hitchcock. Mi son perso qualche remake?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Naomi Watts hitchcock queen remake

permalink | inviato da neutronik80 il 11/7/2008 alle 16:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
11 luglio 2008
wanted

 
Tremate, tremate il critico è tornato!

Finalmente un bel film d'azione! Mai banale e mai noioso. Certo siamo lontani dalla realtà. Tutto è fantascienza, tutto è irrealtà. Molto lo si è pescato dal fortunato Matrix, ma ciò non toglie dignità alla pellicola che in ben 110 minuti non annoia mai. Violenza, sangue e tanta ipertecnologia fanno di questo action movie un ottimo prodotto estivo. Angelina Jolie, nata come attrice d'azione, non sbaglia una scena. Elegante e aggressiva, bella e sorprendentemente brava ci regala per l'ennesima volta una suggestiva prova d'attrice. Questa è la dimostrazione che saper recitare significa poter interpretare qualsiasi ruolo, anche un ruolo in cui più delle parole contano la dinamicità fisica e la destrezza dei movimenti. Un fisico da urlo e uno sguardo magnetico regalano alla pellicola quella marcia in più. Lo stesso James McAvoy, conosciuto nel bellissimo ed intenso "L'utlimo re di Scozia" si proietta con ardore e bravura nel suo personaggio. Da sfigato e passivo contabile si trasforma in spietato assassino. Una escalation che McAvoy riesce a rendere in maniera perfetta. Nonostante non abbia le fattezze tipiche per interpretare un film tutto azione ed effetti speciali il suo personaggio non risulta mai grottesco o banale. Morgan Freeman, forse, è l'elemento negativo del film. La sua parte è ridotta all'osso, stereotipata e recitata senza passione. E' come se l'attore non fosse riuscito ad entrare a pieno nella parte. Peccato perchè poteva essere una buona occasione per dimostrare ancora una volta la sua completezza come attore. Il regista Timur Bekmambetov abonda con la violenza, con il sangue e con gli effetti speciali. Tutto è esagerato, tutto è finto, ma così finto da aver dipinto un opera glam rock decisamente di alto livello.
A chi non ama i film solo azione ed effetti speciali sicuramente questa pellicola non ecciterà, ma sicuramente non uscirà dalla sala deluso.
Da vedere

VOTO 8


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. wanted angelina jolie

permalink | inviato da neutronik80 il 11/7/2008 alle 1:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
cinema
19 giugno 2008
Notte Brava a Las Vegas




Tremate, tremate il critico è tornato


Alla fine l'amore trionfa. E' inutile nasconderlo. Saputo questo, si  può procedere con serenità alla visione del film, film estremamente divertente ed allegro.
Cameron Diaz e Ashton Kutcher sono una così bella coppia da lasciare esterrefatti.
Detto questo, procediamo con lo sfatare una volta e per sempre il cliche che una commedia debba essere  per forza un prodotto scadente e con attori mediocri. Non se ne può più di questo snobbismo ridicolo e oltremodo superato che vuole i film indipendenti, spesso noiosi ed incomprensibili, migliori di quelli che sono destinati ad un pubblico più vasto. Il film è incentrato su Jack (Kutcher) e Joy (Diaz) che, per poter usufruire dei 3 milioni di dollari vinti a Las Vegas il giorno in cui si sono ubriacati e per errore sposati, devono, per 6 mesi, vivere come una vera coppia sposata. Il fim ha una regia
(Tom Vaughan) che predilige immagini veloci, colorate e multimediali rendendo così il prodotto scoppiettante e mai noioso (pur sapendo come va a finire). Ashton Kutcher, pur rispolverando il solito repertorio di smorfiettine, occhi sgranati, sguardo da imbambolato, è bravo e anche divertente.
Sembra essere nato per interpretare il ragazzotto americano sbadato, disordinato, sporco e incasinato. In fin dei conti Ashton nasce come attore comico ed in questo è davvero bravo.
Cameron Diaz, bella e leggermente (e sono buono) invecchiata, con i suoi sorrisi e con la sua solarità rende credebile un personaggio stereotipato. La donna tutta carriera e niente sentimenti è stata più volte presentata sullo schermo. Microgonne e tacchi alti non le rendono difficile l'arduo compito di tenere testa al simpaticone di Ashton Kutcher. Ricordiamo inoltre che la brava  Cameron Diazn oltre ad essere un'interessante  interprete di commedie romantiche ha anche un solido passato da attrice drammatica (Vanilla Sky, Gangs of New York). In questo film, inoltre, ci regala gag e battute davvero sfiziose. Brava. 
Ottimi anche i personaggi di contorno. Tra tutti ricordiamo la psicologa, Queen Latifah, che tiene in cura i due giovani sposi. Il suo è un piccolo ma intenso ruolo.
Rob Corddry, interpreta, invece, il miglior amico di Jack (Ashton Kutcher) e regala allo spettatore una serie di divertentissime gag che servono a rendere l'atmosfera del film ancora più gradevole.
In definitiva, una deliziosa commedia, facile e veloce, che può rendere ancor più speciale una notte di inizio estate.

Voto 7

cinema
13 giugno 2008
E venne il giorno

 


Tremate, tremate il critico è tornato!

Che delusione. Credo che sia uno dei film più brutti di questi ultimi tempi. M.Night Shyamalan si è definitivamente spento. Tutto ruota attorno alla paura di attacchi terroristici, segno che l'11 Settembre è ancora vivo dentro ognuno di noi. Improvvisi, quanto mai strani suicidi gettano le città nel panico. Che sia una nuova arma biologica messa a punto da i malvagi terroristi? O è forse la natura che attraverso sostanze tossiche spinge gli uomini al suicidio? Un Thriller ecologico che scorre fin troppo lento. Atmosfere trash simili ai  film di serie z degli anni '70. In sala più che urla di spavento gli spettatori fanno fragorose risate. Risate dovute ad una sceneggiatura a dir poco pessima e di infima qualità. Scene mal fatte e ridicole. Più che spaventare atterriscono lo spettatore che attonito si chiede ma è stato davvero Shyamalan a filmarle?
Attori? Ma perchè c'erano?. Mark Whalberg (doppiato dal ridicolo Pino Insegno) si scopre finalmente per quello che è. Un ex modello che faceva vedere il pacco per la Calvin Kline. La sua inespressività è senza dubbio dovuta anche, ma non solo, ad una sceneggiatura cretina che per l'ennesima volta ci regala un eroe un pò anti-eroe, ma che per piacere deve fare l'eroe. Sguardi persi nel vuoto, battute senza senso, dialoghi inesistenti, suspance zero, fanno di questo l'ennesimo film spazzatura.
A rendere la situazione ancora più indecente ci pensano le due attrici co-protagoniste.
 Zooey Deschanel la moglie di Mark Whalberg (ex Marky Mark) nel film. Non troppo bene si capisce. Si rimane col dubbio fino alla fine del film. Ma il suo era un personaggio con seri disturbi psicologici o era la trama e la sua scarsa bravura a renderla quasi una demente?
Ma come ci si aspetta da ogni buon horror anche in questo, non poteva mancare la bambina deficiente e sifilitica. Non dice una parola, il solito sguardo perso nel vuoto, i soliti capelli neri, lisci azzeccati sulla faccia come se fossero spaghetti mollicci e sporchi. Non cito neanche il suo nome per una sorta di delicatezza nei confronti della baby attrice che la sprono a tornare a scuola e smettere sedutastante questo lavoro di attrice.
Che Mark Whalber non sia un attore di serie A lo si poteva intuire, che M.Night Shyamalan fosse un regista così mediocre no. Il guaio in questo caso è che il film lo ha pure scritto. Ma proprio non ha più compassione per noi poveri spettatori che andiamo, come delle mandrie di pecore, a vedere i suoi film? Non si è reso conto che ha scritto un film basandolo su dialoghi sconnessi tra di loro? Non si è reso conto che alcune scene erano cosè sgangherate e sgarrupate da essere tristemente grottesche? Tanti soldi spesi in non si sa cosa. Gli unici effetti speciali sono stati spesi per fare l'effetto vento. In tanta negatività l'unica nota positiva risiede nel fatto che lo spettatore non lascia la sala perchè vuole capire (anche se lo si intuisce dopo poco, anzi lo dicono palesemente) il perchè di questi suicidi. Questa piccola nota positiva mi fa dare come VOTO 1  e non 0


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. E venne il giorno M.Night Shyamalan

permalink | inviato da neutronik80 il 13/6/2008 alle 0:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

 

 

 





banner200x175













Ultimo Film Visto: 
     
          
                Voto 4


Il Libro Che Sto Leggendo




Ultimo libro letto



La serie tv che sto guardando




Ultima serie tv vista: LA TATA 

          VOTO 10






Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare
 
Bertold Brecht

 

 











Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha responsabilità per quanto riguarda i siti cui è possibile accedere tramite i collegamenti interni al sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Il fatto che il blog offra questi collegamenti non ne implica l'approvazione, sulla cui qualità , contenuti e grafica l'autore declinapertanto qualsiasi responsabilità, così come declina responsabilità di qualsiasi tipo sui commenti inerenti ai post. Inoltre questo sito contiene, tra le altre cose, immagini di nudi. La sua visione, quindi, è consigliata ad un pubblico maggiorenne. 

 


Poor is the man whose pleasures depend on the permission of another




IL CANNOCCHIALE