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POLITICA
18 agosto 2008
L'iltalia di Berlusconi picchia un ragazzo angolano
Con l'entrata in vigore del nuovo governo Berlusconi fatto di ministri razzisti (Bossi, Calderoli) Xenofobi (Maroni, Fini), omofobi (Mara Carfagna) e fascio/Nazisti (Ciarrapico, Mussolini) l'Italia si è, neanche troppo lentamente, mossa verso una linea razzista e xenofoba che suscita lo sdegno anahce degli altri paesi europei. Dopo raid fascisti, azioni punitive contro prostitute e transessuali, attacchi ad omosessuali, leggi contro rom ed extracomunitari, omicidi a stampo fascista (vedi Verona) e atti di bullismo messi in atto da ragazzi di estrema destra (vedi iterbo) l'Italia di Berlusconi questa volta si è schierata contro un ragazo angolano, ma la notizia comunque non suscita l'interesse che meriterebbe.
Ecco cosa è accaduto:
Un’aggressione, di probabile stampo razzista, si è verificata nella notte tra il 14 e il 15 agosto sulla passeggiata a mare di Genova Nervi. Vittima, il figlio di un dipendente del ministero dell’Innovazione dell’Angola, Assuncao Bonvindo Muteba, 24 anni, da quattro anni in Italia, studente alla facoltà di economia dell’Università di Genova. Il ragazzo ha raccontato l’accaduto al quotidiano "Il Corriere mercantile".

L’aggressione Secondo quanto raccontato da Muteba l'aggressione è avvenuta poco dopo le 3 di notte: Muteba era con una ragazza italiana vicino a un locale quando un gruppo di ragazzi l’ha insultato profferendo frasi razziste poi l’ha aggredito con calci e pugni. Muteba ha cercato inutilmente di difendersi, poi è scappato. Sul posto sono subito intervenute le volanti della questura che hanno raccolto la testimonianza di un ragazzo che ha assistito al pestaggio.

Frasi razziste Gli aggressori avrebbero pronunciato frasi pesantissime: "Stasera ho voglia di picchiare qualcuno. Guarda sta passando uno sporco negro... quasi quasi mi sfogo con lui. Puzzi, lo sai negro? Te ne devi tornare al tuo paese, in Africa. Ti ammazzo", avrebbe detto uno di questi. Il ventiquattrenne ha cercato di evitare contatti, senza riuscirvi. Gli otto gli si sono fatti intorno e hanno preso a malmenarlo. Al primo gruppo di aggressori si sono unite altre cinque persone. Solo quando la ragazza ha chiamato la polizia, il gruppo si è dileguato.

Colpi da ogni parte "È stato terribile - racconta il giovane - Mi arrivavano colpi da ogni parte. Al volto, alle gambe, all’addome. Non riuscivo a respirare, non vedevo nulla. E poi gli insulti, terribili. Non voglio neppure ripeterli. Cosa ho pensato in quel momento? Solo a non cadere, a rimanere in piedi. Se fossi finito a terra probabilmente a quest’ora non sarei qui a raccontare questa storia".

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Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare
 
Bertold Brecht

 

 











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